Guido, Rider a Viareggio

La storia di Guido, Rider a Viareggio, è una storia che parla di riscatto, di felicità e di amicizie. Conosciamolo meglio!

Come mai hai iniziato a lavorare per Deliveroo?

Non mi sarei mai immaginato in ufficio. Non mi piace restare al chiuso per otto ore. Appena ho visto l’annuncio, mi ci sono fiondato. Lavoro in bici, mi piace essere all’aria aperta, mi piace essere cordiale, per me lavorare è felicità.

Cosa ti piace di più dell’essere Rider?

La flessibilità è ovviamente il motivo principale per cui mi sono candidato, quello che mi piace di più è anche il fatto di conoscere meglio la città, ho conosciuto angoli che da solo non avrei mai scoperto.

Ti piaceva andare in bici o la utilizzi da quando sei un Rider Deliveroo? 

Usavo già la bici ma solo per diletto, lavoro in VIAR2 e sono di un paesino vicino a Viareggio. Per arrivare a VIAR2 faccio 5km in bici e mi piace.

Conosci altri Rider?

Sì! Tantissimi! Siamo un gruppetto affiatato della zona, ho stretto con uno in particolare che si chiama Enrico. Lui fa due lavori ma riesco comunque a sentirlo spesso e ci vediamo nel fine settimana. 

Ci hai scritto che Deliveroo ti ha aiutato per riscattarti da un periodo particolarmente difficile della tua vita…ti andrebbe di parlarcene?

Sì, certo. Sono figlio di genitori separati e sono molto deluso dai miei genitori.
Ho vissuto da sempre con i miei nonni.

Purtroppo mio nonno è venuto a mancare quando avevo 17 anni e mia nonna a un certo punto non stava più bene.

Adesso sono felice perché ho un lavoro che mi piace, ho una fidanzata e ho tanti amici.
Guardo a quel periodo come una fase della mia vita che sono riuscito a superare in modo positivo. 

Abbiamo letto invece la tua dedica a un amico speciale…

Sì, ho voluto scrivere una dedica per lui perché è il mio migliore amico e adesso non c’è più.
Si chiamava Joe ed eravamo legati dall’amore per la musica, mi faceva ridere perché diceva le cose così come stanno senza pensarci troppo. 
Il matrimonio finito e il fatto di non poter più vedere suo figlio hanno aggravato le sue condizioni e un giorno ha deciso di togliersi la vita. 
Ho scritto la dedica per lui perché ogni giorno, quando esco per andare a lavoro, penso a lui e mi dà la forza per affrontare tutto. 

C’è qualcos’altro che vorresti aggiungere? 

Volevo solo dire che ogni mattina quando mi sveglio sono felice. Prima, con gli altri lavori non mi era mai capitato. E sono convinto che questo succede perché ho unito la passione al lavoro.